1)Ciao Lucio Pozone, come è nostra consuetudine,
raccontaci in poche
parole chi sei, e cosa fai.
Sono nato a Napoli nel 1963, ma ad otto anni mi trasferii
con la famiglia a L’Aquila. Cominciai a studiare violino
al conservatorio e, successivamente, chitarra classica
privatamente con il maestro Agostino Valente. Fui
letteralmente fulminato (come quasi tutti i chitarristi)
da Paco De Lucia, finché, con mia grande gioia, andai a
Jerez De La Frontera da Manolo Sanlucar. Purtroppo nella
vita si fanno degli errori ed il mio fu quello di lavorare
in banca per tredici anni. Ora mi sono riappropriato del
mio destino e ho ripreso a fare il musicista a tempo
pieno…
2)Da
quanto è che suoni? Come è nata la passione per la
chitarra classica,
e flamenca.
Suono da quando avevo otto anni, ma la passione per la
chitarra è nata a quindici, quando sentii per la prima
volta suonare brani del repertorio sudamericano come “Sons
de carrilhoes” e i valzer di Lauro. Il responsabile del
mio innamoramento verso il flamenco, però, fu il mio
professore di italiano del liceo che mi regalò una
cassetta audio di Paco De Lucia e, da allora….
3)Quale è il tuo
background musicale?
Ero e sono innamorato della musica popolare in genere, ma
soprattutto di quella sudamericana; ho avuto il piacere di
suonare con il Maestro Alirio Diaz quando avevo sedici
anni (anzi devo avere anche una registrazione, se non
ricordo male), adoro il tango argentino ed il flamenco.
4)Per te cos'e' il Flamenco?
Risposta difficile: posso dirti cosa non è per me… non è
semplicemente musica o danza o cante, ma… è amore donato e
ricevuto, energia, eleganza, follia, ma soprattutto (e ci
tengo a dirlo affinché se ne convincano tutti gli Artisti)
è unione e comunione di animi sensibili… nel flamenco,
secondo me, non esistono prime donne…
5)Qualche
disco da consigliare ai visitatori di
CHITARRISTIFLAMENCO.COM
Non è un disco nuovo, ma sicuramente uno dei migliori dal
punto di vista musicale: “Tauromagia” di Manolo Sanlucar.
6)Qualcosa da aggiungere a tuo piacimento?
Sì: credo che questo sia un anno importante per gli
Artisti del Flamenco italiano perché è la prima volta che
sento espressioni di ammirazione da parte dei Big
(come a Te piace chiamarli) andalusi nei nostri
confronti…. e non è poco! |