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Ciao Riccardo
, come č nostra consuetudine, raccontaci in poche parole
chi sei, e cosa fai. Da quanto č che suoni? Come č nata
la passione per la chitarra classica e flamenco?
Ho 31 anni
e ho incominciato a suonare a 12 .
il primo
incontro con la chitarra classica lo avuto a 14 anni con
il docente di conservatorio della mia cittā (Pesaro) e
per circa 2 anni ho appreso la tecnica e la musica di
questo strumento ma poi lo lasciato per continuare ciō
che giā praticavo: la chitarra elettrica.
per circa
10 anni mi sono dedicato a vari generi rock, blues
(molto), pop.
Non ho mai
smesso di pensare alla chitarra classica e all'etā di 23
anni ho ripreso lo studio diplomandomi a 28anni.
Il
flamenco era un arte che giā conoscevo ma non ne carpivo
i isegreti i libri da soli non mi trasmettevano molto.
Le prime
esperienze le ho fatte accompagnando il baile e
lavorando soprattutto sul tenere il compas, poi ho
approfondito ulteriormente con juan lorenzo.
L'esperienza diretta con ballerini come Manuel Betanzos
e Joaquin Grilo, che ho accompagnato a diversi semirari
sono state fondamentali .
Per te cos'e' il Flamenco
Per me il
flamenco č una espressione che contiene elementi
talmente affascinanti che č impossibile resistergli, e
come se il tuo ideale di musica si fosse realizzato.
Ci sono
Chitarristi contemporanei che ritieni interessanti?
Sono molti i
musicisti odierni che ritengo interessanti ma in
particolare preferisco Juan Manuel Canizares e il Bolita.
Cosa Stai
Preparando Per il 2006?
Per il
2006 ho diversi progetti , sto curando da l'arrangimento
di un disco di musica d'autore, il trio A RUA AMARELA
con cui da circa 2 anni diamo concerti in europa, la
collaborazione con l'Accademia di Musica Moderna di
milano in qualitā di responsabile della sezione di
chitarra a livello marchigiano.
Che
influenza ha avuto la musica jazz nella tua formazione.
Il jazz e
soprattutto la sua visione teorico-armonica č per me il
passepartout per poter dialogare con ogni forma di musica
Qualcosa
da Aggiungere a tuo piacimento.
Nel futuro
mi piacerebbe vedere la nostra professione pių
riconosciuta a livello legislativo e culturale.
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