Roberto Riva,
chitarrista di fama internazionale, ha al suo attivo
un'intensa attività concertistica, didattica e discografica.
Nato ad Erba in
provincia di Como, inizia lo studio della chitarra in giovane
età grazie ad un talento naturale, che gli consente
di intraprendere una brillante carriera. La sua
preparazione spazia dagli studi accademici nel campo
della musica classica a quelli relativi a differenti stili e
tecniche nel campo della chitarra, nei vari generi musicali,
svolti attraverso un'intensa attività di ricerca e
approfondimento che gli consente di acquisire una
completa conoscenza dello strumento.
Chitarrista, compositore ed esperto di
flamenco, si specializza in questo genere in Spagna.
La passione gli viene trasmessa in giovane età da suo padre
che oltre a consigliarlo in tale direzione ricerca e gli
regala vari dischi di un eccellente chitarrista di flamenco
come Carlos Montoya (singolare è il destino che congiunge il
padre naturale e il padre artistico, entrambi vengono a
mancare nel 1993). Ha modo poi di ascoltare Paco De Lucia
rimanendo ancor più attratto dal genere verso il quale vede
aprirsi strade innovative. In giovane età inizia ad affrontare
il repertorio del chitarrista andaluso attraverso l'ascolto
dei suoi dischi, cercando inoltre di capire le tecniche di un
virtuosismo allora inesplorato. Questo percorso sarà
fondamentale per la sua formazione musicale sulla chitarra
e gli consentirà di costruirsi una tecnica personale.
In Spagna
approfondisce le proprie conoscenze sul flamenco studiando con
due tra i maggiori esponenti e noti capiscuola della
chitarra in questo genere , vale a dire Paco Peña e Manolo
Sanlucar, dai quali riceve un importante insegnamento ma
anche consensi e forti motivazioni. Frequenta inoltre
l'ambiente più genuino e professionale del flamenco
nell'ambito della chitarra, del "cante" e della danza. Oltre a
conoscere Paco De Lucia che ha il piacere di rincontrare in
varie occasioni, a Cordoba ha modo di frequentare Sabicas,
ritenuto tuttora una leggenda nel panorama della "storia"
della chitarra flamenco. In Spagna frequenta anche l'ambiente
più affermato della liuteria che gli permette di approfondire
le proprie conoscenze in tale ambito.
E' quindi nel campo della chitarra flamenco che
concentra in modo particolare le sue attitudini, ottenendo
vari riconoscimenti ed importanti riscontri dalla critica.
Quest'ultima evidenzia il "merito" per essere stato il "primo"
musicista italiano a divulgare il flamenco attraverso la sua
intensa attività soprattutto concertistica (iniziata
principalmente alla fine degli anni '70) affiancata da quella
didattica ed in seguito da quella
discografica.
Inizialmente osservato con sorpresa
nel panorama concertistico, proprio per il genere proposto,
viene subito accolto da unanimi consensi di pubblico
e di critica. Si esibisce con successo in numerosi
concerti in campo internazionale collaborando con
importanti associazioni concertistiche, esibendosi sia
come solista che con la propria formazione (il "Grupo Flamenco
Rivas"), in teatri, auditorium, università, nell'ambito di
manifestazioni culturali, rassegne, stagioni concertistiche,
festival, presso emittenti radiofoniche e televisive (RAI,
private, emittenti estere), non limitandosi a presentare il
flamenco della tradizione ma intervenendo quale compositore
con brani molto apprezzati, basati sia sui canoni
classici del flamenco ma anche con arrangiamenti con
suggestive sonorità. La critica ha espresso unanimi consensi
ed elogi sulle sue qualità tecniche ed interpretative:
"Roberto Riva dà prova non solo di aver
acquisito una grande tecnica strumentale, ma di essere entrato
appieno, in modo convincente nello spirito di questa
particolare musica. I brani composti dall'artista
costituiscono sicuramente un mirabile esempio di espressività
artistico musicale" (Mestiere Musica).
Del "Grupo
Flamenco Rivas" da lui diretto, hanno fatto parte diversi
artisti spagnoli ed italiani, musicisti e ballerini/e,
succedutisi nel corso degli anni. Nell'ambito della formazione
hanno gravitato anche artisti non ancora conosciuti nel
panorama del flamenco, in tal modo hanno potuto farsi
un'esperienza concertistica significativa, farsi conoscere e
proseguire successivamente con un proprio progetto artistico.
Ciò ha sicuramente contribuito ad allargare il campo artistico
del flamenco in Italia.
In campo televisivo registra per varie
emittenti nazionali e private, da citare la
televisione nazionale spagnola con la quale collabora per
trasmissioni dedicate alla chitarra flamenco e la RAI per la
quale esegue nel 1987 il "Concerto
di Chitarra Flamenco".
Le riviste specializzate nel settore
musicale gli conferiscono nel corso degli anni importanti
riconoscimenti vincendo più volte classifiche nazionali
come "miglior chitarrista italiano di flamenco" (Chitarre)
e presentandolo nei primi posti in quelle internazionali.
Nell'anno 1992 si classifica al 2° posto nel referendum
"I migliori chitarristi di flamenco", 1° classificato Paco De
Lucia, 3° il gruppo Gipsy Kings (Chitarre).
Citazioni di merito sono pubblicate sui testi scolastici
della "Mondadori" (Filarmonia- La storia e gli strumenti)
a conferma di una rilevante personalità artistica nel campo
della chitarra flamenco.
In campo
discografico incide per la DUCALE "Noche Flamenca"
(la prima raccolta di toques flamencos composti da un
artista italiano) e "Flamenco-Chico Calun" , presenti
sul mercato internazionale (compreso i paesi oltreoceano).
Entrambe le opere sono state accolte con entusiasmo, sia per
l'alto valore artistico sia per le particolari sonorità del
flamenco, finalmente presenti nella discografia italiana.
Anche in campo didattico si è distinto in modo
particolare con le seguenti opere: il metodo con audiocassetta"Para
tocar flamenco" (Casa Editrice CURCI), il video "La
chitarra Flamenco" (PLAYGAME MUSIC) e il metodo con CD "Aficionados"
(distr. Top Music Center)
particolarmente apprezzate in ambito chitarristico.
Collabora dal
1989 con la rivista "Guitar Club" sulla quale apre la
prima rubrica in Italia dedicata alla "chitarra
flamenco", con numerose pubblicazioni
riguardanti vari argomenti: dalla trattazione dei toques alle
tecniche chitarristiche, compreso trascrizioni, riferimenti
sia storici che ai più quotati protagonisti, discografia e
opere didattiche consigliate.
Da citare
inoltre i "Corsi di chitarra flamenco" tenuti come
docente presso il "Liceo Musicale Europeo" di
Como e il "Centro Didattico Musicale" di
Milano. In seguito a questi corsi ed ancor prima ad
un'attività didattica impartita privatamente, alcuni allievi
hanno intrapreso la carriera professionistica.
Accanto
all'aspetto puramente culturale di divulgazione del flamenco,
è da sottolineare l'impegno sociale a carattere umanitario
nell'aiuto a varie associazioni con concerti a scopi benefici,
che hanno sempre caratterizzato la personalità di Roberto
Riva, sensibile ai disagi e alle problematiche di coloro che
vivono realtà difficili.
Attualmente
svolge l'attività concertistica principalmente
come solista , proponendo uno stile e un repertorio che
esalta la matrice del flamenco più autentico, sia
classico che moderno.
Roberto Riva è l'endorser in Italia
nientemeno che della chitarra
"Flamenco Gran Concerto Josè Ramirez " di Madrid