Nato ad Erba in
provincia di Como, inizia lo studio della chitarra in giovane
età grazie ad un talento naturale, che gli consente
di intraprendere una brillante carriera. La sua
preparazione spazia dagli studi accademici nel campo
della musica classica a quelli relativi a differenti stili e
tecniche nel campo della chitarra, nei vari generi musicali,
svolti attraverso un'intensa attività di ricerca e
approfondimento che gli consente di acquisire una
completa conoscenza dello strumento.
Chitarrista, compositore ed esperto di
flamenco, si specializza in questo genere in Spagna.
La passione gli viene trasmessa in giovane età da suo padre
che oltre a consigliarlo in tale direzione ricerca e gli
regala vari dischi di un eccellente chitarrista di flamenco
come Carlos Montoya (singolare è il destino che congiunge il
padre naturale e il padre artistico, entrambi vengono a
mancare nel 1993). Ha modo poi di ascoltare Paco De Lucia
rimanendo ancor più attratto dal genere verso il quale vede
aprirsi strade innovative. In giovane età inizia ad affrontare
il repertorio del chitarrista andaluso attraverso l'ascolto
dei suoi dischi, cercando inoltre di capire le tecniche di un
virtuosismo allora inesplorato. Questo percorso sarà
fondamentale per la sua formazione musicale sulla chitarra
e gli consentirà di costruirsi una tecnica personale.
In Spagna
approfondisce le proprie conoscenze sul flamenco studiando con
due tra i maggiori esponenti e noti capiscuola della
chitarra in questo genere , vale a dire Paco Peña e Manolo
Sanlucar, dai quali riceve un importante insegnamento ma
anche consensi e forti motivazioni. Frequenta inoltre
l'ambiente più genuino e professionale del flamenco
nell'ambito della chitarra, del "cante" e della danza. Oltre a
conoscere Paco De Lucia che ha il piacere di rincontrare in
varie occasioni, a Cordoba ha modo di frequentare Sabicas,
ritenuto tuttora una leggenda nel panorama della "storia"
della chitarra flamenco. In Spagna frequenta anche l'ambiente
più affermato della liuteria che gli permette di approfondire
le proprie conoscenze in tale ambito.
E' quindi nel campo della chitarra flamenco che
concentra in modo particolare le sue attitudini, ottenendo
vari riconoscimenti ed importanti riscontri dalla critica.
Quest'ultima evidenzia il "merito" per essere stato il "primo"
musicista italiano a divulgare il flamenco attraverso la sua
intensa attività soprattutto concertistica (iniziata
principalmente alla fine degli anni '70) affiancata da quella
didattica ed in seguito da quella
discografica.