Chitarristiflamenco.com

                                         

 

 
 

Visite pagina

Home

 

 

Andrea Zotta............2005/06

"Articolo"

...Chi dice “Rumba”  sta pronunciando la parola magica che unisce due culture, costruendo un ponte tra Cadice e La Avana...

 

Intorno all’ anno 1850 in tutta la Spagna stavano diventando  popolar i “cafés cantantes” dove si esibivano gitani e “payos” (così vengono chiamati dai gitani coloro che non lo sono) che cominciavano ad attrarre con le loro esibizioni una grande quantità di persone che provenivano da tutti gli strati sociali.

Nello stesso tempo ritornava in Europa, proveniente dall’ America, una grandissima quantità di marinai spagnoli che si erano portati dietro diverse “canzoni” e ritmi provenienti da Cuba,Puerto Rico, dall’America del sud (Argentina) e anche dai porti colombiani.

Questa musica che, proveniente dalla Spagna invade l’America e torna in Europa, trasforma il Flamenco e fa nascere il gruppo di “Cantes de Ida y Vuelta” (Canti di andata e ritorno).

E’ stato questo l’affascinante processo di contaminazione musicale. I ritmi provenienti dal  “Nuevo Mundo” ( Guajira, Colombiana, Rumba y Tango) si mischiano a quelli già esistenti nel “ Viejo Mundo” e giungono ai porti spagnoli dove verranno trasformati dal “compás flamenco”  (ritmo flamenco).

 

Fino agli anni ’70 per alcuni “flamencólogos”  questi canti non erano considerati canti flamenchi ma solo un arricchimento del repertorio interpretato dai “cantaores” (cantanti flamenchi) .Si, è vero! ma è anche vero che  una grande parte dei canti flamenchi sono originariamente “non flamenchi” e che un giorno si sono “afflamencati”. precisamente perché venivano eseguiti nel mondo del flamenco.

 

Però bisogna sottolineare che:

1 - Di tutte le  fonti musicali che hanno influenzato il  flamenco la più significativa e quella proveniente dal continente Americano e in particolare da Cuba  dato che le sue radici ritmiche  si trovano in numerosi generi musicali che formano i  “palos del flamenco”  (ritmi,stili, generi del flamenco).

2 – C’è stata un importantissima  “collaborazione” in questa contaminazione musicale da parte degli africani portati dagli spagnoli in America (in grandissima quantità a Cuba) per fare gli schiavi.

Fino a non tanto tempo fa si pensava che i protagonisti fossero stati soltanto gli ispano-americani  però negli ultimi anni c’è stato un cambiamento  che riconosce finalmente anche queste influenze africane.

Purtroppo,nella maggior parte dei casi, si continua a pensare che i “sones” e i ritmi africani che,come abbiamo già detto,hanno fatto parte del “afflamencamento” siano stati invece soltanto americani. 

In queste “letras” (parole, testo della canzone)di “Guajira”  trovate alcuni esempi della influenza cubana nel flamenco.

 

Es mi mulata un terrón

de azúcar canela hecho,

que arrimándoselo al pecho quita el mal de corazón.

Ella vive con el don

y a ningún hombre maltrata

y si la llaman ingrata es más dulce que la uva.

Del azúcar que hay en Cuba

es la mejor de las mulatas.

 

(Juanito Valderrama – cd “Antología del Cante Flamenco”)

 

Me gusta por la mañana

despues del café bebido,

pasearme por La Habana con mi cigarro encendido...

 

 (Estratto dal film “Flamenco” di Carlos Saura)

 

De España te traigo,negrita

pa’ tu deleite la uva.

Dame tu ese rico mango y esa dulce papaya de Cuba.

 

Etimologicamente la parola  “guajira” viene da “guajiro”, contadino bianco di Cuba.

Siamo di fronte allo stile più “cubano” di tutto il flamenco,la “Guajira”  ha trovato ispirazione  ritmica e armonica nel “punto cubano”

Le sue “letras”  sono dolci e innocenti, parlano sia de La Avana sia dell’Andalusia, di amore e di nostalgie varie, delle belle donne cubane e anche dei frutti esotici che si trovano nella isola.

Come  “baile” è assolutamente femminile e si accompagna con l’uso del “abanico” (ventaglio) e qualche volta anche  del “mantón”. (sciale molto grande) Potete vedere  una interpretazione di questo ballo nel già citato film “Flamenco”.

Ritmicamente si sviluppa in un “compás” di 12 tempi.

La “Colombiana”  anche se probabilmente è uno degli  stili di “Cantes de Ida y Vuelta” più diffuso non si identifica con nessuna canzone  o ritmo  specifico ispanoamericano.

Questo è un “palo flamenco” (stile) solo cantato, ha un ritmo in 4/4 come quello del tango flamenco però, a differenza di questo, si suona su una scala maggiore che li permette di acquisire un aria assolutamente “solare”

La “Colombiana” che si canta ancora adesso è stata creata da Pepe Marchena in torno all’anno 1930. Dopo di lui tutti gli altri interpreti di questo canto hanno seguito il suo esempio ed è per questa ragione che quasi non si trovano  variazioni da quella originale.Ecco la “letra” originale...

 

Quisiera cariño mio que tu nunca me olvidaras

Que tus labios con los mios en un beso se juntaran

Y que no hubiera nadie en el mundo

que  a ellos los separara.

 

La “Vidalita” e la “Milonga” invece, hanno origini “rioplatenses” (provengono dal Rio de La Plata in Argentina).Nella loro versione flamenca si assomigliano tanto tra di loro che fanno difficile la distinzione tra l’una e l’altra.

L’argomento (sopratutto della “Vidalita”) è l’amore, triste e pieno di disinganni.

Ne anche queste si ballano e difficilmente venivano eseguite in uno spettacolo di flamenco fino a queste ultimi tempi in cui si cerca di  recuperare i vecchi stili.

 

Mi pena es mas grande, vidalita,

Porquè va por dentro;

Y en ella te canto, vidalita, el dolor que siento.

Mi pena es mas grande, vidalita,

Porquè va por dentro.

 

Anoche mientras dormìa,

Del cansancio fatigao,

No se que sueño dorao cruzó por la mente mia;

Soñaba que te veia y que me estabas mirando,

Y yo te estaba contando

Mi vida triste, muy triste

y te desapareciste...

 

Rumba ....Flamenca o Cubana?

 

Siamo arrivati al punto in cui le strade musicali tra Cuba e Spagna si mischiano e si separano confondendosi entrambi.

Quando si parla di “Rumba” non si sa a cosa pensare, a un “mulato” con le “maracas” in mano?, a un gitano con camicia a pois?

...Chi dice “Rumba”  sta pronunciando la parola magica che unisce due culture, costruendo un ponte tra Cadice e La Avana. (Faustino Nuñez – “La música entre Cuba y España)

La “Rumba Flamenca” ( per i flamenchi chiamata semplicemente “Rumba”) ha in realtà gli origini no nella “rumba cubana” come si pensa generalmente ma nella “guaracha” che veniva interpretata a Cuba alla fine del XIX e inizi del XX secolo.Troviamo  nella sua struttura ritmica e melodica più carateristiche proprie della guaracha, la rumbita o altri stili più vicini al son che alla rumba cubana.

Questa guaracha arriva in Spagna tramite interpreti  del teatro musicale spagnolo che  tornati dall’America la inseriscono nel loro  repertorio.

La “Rumba” dentro del flamenco è uno dei “palos” più giovani .Come quasi tutti i generi che fanno parte dei “Cantes de Ida y Vuelta”  sono sotto la influenza del “Tango Flamenco” , da qui che tante volte questi “Tangos” vengano “rumbados” e che tante “ Rumbas” vengano “tangueadas”

Il suo afflamencamento gli ha donato un aria di festa ancora più forte da quella che già aveva di per se prima di questo incontro con la Spagna.

In quanto agli strumrnti che vengono utilizzati per suonare una rumba, aparte quelli comuni a tutti i “palos” del Flamenco (chitarra e palmas) si aggiungono il “cajón peruano” (per il flamenco semplicemente “cajón”)inserito dal percussionista brasiliano Rubem Dantas del sestetto di Paco de Lucía e qualche volta anche tumbadoras.

La “Rumba Flamenca” e un genere che  ha una struttura melodico-ritmica che permette di essere adattata e così interpretare quasi qualsiasi canzone “por Rumbas” ( a ritmo di rumbas).

 

Non aspettate di vedere una esecuzione di questo stile dal vivo nei “tablaos flamencos”....chi sa perché viene considerato dai “flamencos” (professionisti o no) come un ballo o un canto senza importanza, leggero, quasi non degno di quest’arte.

 

Uno degli esempi più antichi che si trovano è una “ Rumba”  interpretata da Pepa de Oro, diceva così...

 

Cucú, tu me estás matando,

Cucú, yo no quiero más,

Yo me voy contigo donde tu me quieras llevar

(Se volete ascoltare la versione attuale la trovate interpretata da Radio Tarifa)

Come detto anteriormente, tanti sono i balli e i canti flamenchi che sono stati influenzati da Cuba e dal resto dell’America Latina, su questo argomento approfondiremo ancora.

 

 

 

 

                                             

 

                                                                                               Copyright © 2004 Peppe Cairone