...Chi dice “Rumba” sta pronunciando la parola
magica che unisce due culture, costruendo un ponte tra Cadice e La
Avana...
Intorno all’
anno 1850 in tutta la Spagna stavano diventando popolar i “cafés
cantantes” dove si esibivano gitani e “payos” (così
vengono chiamati dai gitani coloro che non lo sono) che
cominciavano ad attrarre con le loro esibizioni una grande
quantità di persone che provenivano da tutti gli strati sociali.
Nello stesso
tempo ritornava in Europa, proveniente dall’ America, una
grandissima quantità di marinai spagnoli che si erano portati
dietro diverse “canzoni” e ritmi provenienti da Cuba,Puerto Rico,
dall’America del sud (Argentina) e anche dai porti colombiani.
Questa musica
che, proveniente dalla Spagna invade l’America e torna in Europa,
trasforma il Flamenco e fa nascere il gruppo di “Cantes de Ida
y Vuelta” (Canti di andata e ritorno).
E’ stato questo
l’affascinante processo di contaminazione musicale. I ritmi
provenienti dal “Nuevo Mundo” ( Guajira, Colombiana, Rumba
y Tango) si mischiano a quelli già esistenti nel “ Viejo Mundo”
e giungono ai porti spagnoli dove verranno trasformati dal “compás
flamenco” (ritmo flamenco).
Fino agli anni
’70 per alcuni “flamencólogos” questi canti non erano
considerati canti flamenchi ma solo un arricchimento del
repertorio interpretato dai “cantaores” (cantanti
flamenchi) .Si, è vero! ma è anche vero che una grande parte dei
canti flamenchi sono originariamente “non flamenchi” e
che un giorno si sono “afflamencati”. precisamente
perché venivano eseguiti nel mondo del flamenco.
Però bisogna sottolineare che:
1 - Di tutte le
fonti musicali che hanno influenzato il flamenco la più
significativa e quella proveniente dal continente Americano e in
particolare da Cuba dato che le sue radici ritmiche si trovano
in numerosi generi musicali che formano i “palos del flamenco”
(ritmi,stili, generi del flamenco).
2 – C’è stata un
importantissima “collaborazione” in questa contaminazione
musicale da parte degli africani portati dagli spagnoli in America
(in grandissima quantità a Cuba) per fare gli schiavi.
Fino a non tanto
tempo fa si pensava che i protagonisti fossero stati soltanto gli
ispano-americani però negli ultimi anni c’è stato un cambiamento
che riconosce finalmente anche queste influenze africane.
Purtroppo,nella
maggior parte dei casi, si continua a pensare che i “sones”
e i ritmi africani che,come abbiamo già detto,hanno fatto parte
del “afflamencamento” siano stati invece soltanto americani.
In queste “letras”
(parole, testo della canzone)di “Guajira” trovate alcuni
esempi della influenza cubana nel flamenco.
Es mi mulata un terrón
de
azúcar canela hecho,
que arrimándoselo al pecho quita el mal de corazón.
Ella vive con el don
y a ningún hombre maltrata
y si la llaman ingrata es más dulce que la uva.
Del azúcar que hay en Cuba
es la mejor de las mulatas.
(Juanito
Valderrama – cd “Antología del Cante Flamenco”)
Me gusta por la mañana
despues del café bebido,
pasearme por La Habana con mi cigarro encendido...
(Estratto dal film “Flamenco” di Carlos Saura)
De
España te traigo,negrita
pa’ tu deleite la uva.
Dame tu ese rico mango y esa dulce papaya de Cuba.
Etimologicamente
la parola “guajira” viene da “guajiro”, contadino bianco di Cuba.
Siamo di fronte
allo stile più “cubano” di tutto il flamenco,la “Guajira”
ha trovato ispirazione ritmica e armonica nel “punto cubano”
Le sue “letras”
sono dolci e innocenti, parlano sia de La Avana sia
dell’Andalusia, di amore e di nostalgie varie, delle belle donne
cubane e anche dei frutti esotici che si trovano nella isola.
Come “baile”
è assolutamente femminile e si accompagna con l’uso del “abanico”
(ventaglio) e qualche volta anche del “mantón”. (sciale
molto grande) Potete vedere una interpretazione di questo ballo
nel già citato film “Flamenco”.
Ritmicamente si
sviluppa in un “compás” di 12 tempi.
La “Colombiana”
anche se probabilmente è uno degli stili di “Cantes de Ida y
Vuelta” più diffuso non si identifica con nessuna canzone o
ritmo specifico ispanoamericano.
Questo è un “palo
flamenco” (stile) solo cantato, ha un ritmo in 4/4 come quello
del tango flamenco però, a differenza di questo, si suona su una
scala maggiore che li permette di acquisire un aria assolutamente
“solare”
La “Colombiana”
che si canta ancora adesso è stata creata da Pepe Marchena in
torno all’anno 1930. Dopo di lui tutti gli altri interpreti di
questo canto hanno seguito il suo esempio ed è per questa ragione
che quasi non si trovano variazioni da quella originale.Ecco la
“letra” originale...
Quisiera cariño mio que tu nunca me olvidaras
Que
tus labios con los mios en un beso se juntaran
Y
que no hubiera nadie en el mundo
que a
ellos los separara.
La “Vidalita”
e la “Milonga” invece, hanno origini “rioplatenses”
(provengono dal Rio de La Plata in Argentina).Nella loro versione
flamenca si assomigliano tanto tra di loro che fanno difficile la
distinzione tra l’una e l’altra.
L’argomento
(sopratutto della “Vidalita”) è l’amore, triste e pieno di
disinganni.
Ne anche queste
si ballano e difficilmente venivano eseguite in uno spettacolo di
flamenco fino a queste ultimi tempi in cui si cerca di recuperare
i vecchi stili.
Mi pena es mas grande, vidalita,
Porquè va por dentro;
Y en ella te canto, vidalita, el dolor que siento.
Mi pena es mas grande, vidalita,
Porquè va por dentro.
Anoche mientras dormìa,
Del cansancio fatigao,
No se que sueño dorao
cruzó por la mente mia;
Soñaba que te veia y que me estabas mirando,
Y yo te estaba contando
Mi vida triste, muy triste
y te desapareciste...
Rumba ....Flamenca o Cubana?
Siamo arrivati
al punto in cui le strade musicali tra Cuba e Spagna si mischiano
e si separano confondendosi entrambi.
Quando si parla
di “Rumba” non si sa a cosa pensare, a un “mulato” con le
“maracas” in mano?, a un gitano con camicia a pois?
...Chi dice
“Rumba” sta pronunciando la parola magica che unisce due culture,
costruendo un ponte tra Cadice e La Avana.
(Faustino
Nuñez – “La música entre Cuba y España)
La “Rumba
Flamenca” ( per i flamenchi chiamata semplicemente “Rumba”)
ha in realtà gli origini no nella “rumba cubana” come si pensa
generalmente ma nella “guaracha” che veniva interpretata a
Cuba alla fine del XIX e inizi del XX secolo.Troviamo nella sua
struttura ritmica e melodica più carateristiche proprie della
guaracha, la rumbita o altri stili più vicini al son che alla
rumba cubana.
Questa guaracha
arriva in Spagna tramite interpreti del teatro musicale spagnolo
che tornati dall’America la inseriscono nel loro repertorio.
La “Rumba”
dentro del flamenco è uno dei “palos” più giovani .Come
quasi tutti i generi che fanno parte dei “Cantes de Ida y
Vuelta” sono sotto la influenza del “Tango Flamenco” ,
da qui che tante volte questi “Tangos” vengano “rumbados” e
che tante “ Rumbas” vengano “tangueadas”
Il suo
afflamencamento gli ha donato un aria di festa ancora più forte da
quella che già aveva di per se prima di questo incontro con la
Spagna.
In quanto agli
strumrnti che vengono utilizzati per suonare una rumba, aparte
quelli comuni a tutti i “palos” del Flamenco (chitarra e
palmas) si aggiungono il “cajón peruano” (per il flamenco
semplicemente “cajón”)inserito dal percussionista brasiliano Rubem
Dantas del sestetto di Paco de Lucía e qualche volta anche
tumbadoras.
La “Rumba
Flamenca” e un genere che ha una struttura
melodico-ritmica che permette di essere adattata e così
interpretare quasi qualsiasi canzone “por Rumbas” ( a ritmo di
rumbas).
Non aspettate di
vedere una esecuzione di questo stile dal vivo nei “tablaos
flamencos”....chi sa perché viene considerato dai “flamencos”
(professionisti o no) come un ballo o un canto senza importanza,
leggero, quasi non degno di quest’arte.
Uno degli esempi
più antichi che si trovano è una “ Rumba” interpretata da
Pepa de Oro, diceva così...
Cucú, tu me estás matando,
Cucú, yo no quiero más,
Yo me voy contigo donde tu me quieras llevar
(Se volete
ascoltare la versione attuale la trovate interpretata da Radio
Tarifa)
Come detto anteriormente, tanti sono i balli e i
canti flamenchi che sono stati influenzati da Cuba e dal resto
dell’America Latina, su questo argomento approfondiremo ancora.