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duo è formato da
Nino Ballerini e Massimiliano Alloisio;
il primo ha vinto nel 1999 la rassegna nazionale Video Festival Live,
collabora con
Roberto Durkovic
e si sta perfezionando in flamenco.
Il secondo (Alloisio),
allievo di Franco Brambati, collabora con i Solisti del
Tetro La Scala, con la RAI, con Durkovic, insegna e ha inciso un
CD a suo nome.
L'album si
intitola
Mosaico ed è
il risultato del lavori di ensamble di Massimiliano Alloisio,
Emilio Belloni, Giacomo Lampugnani e Loris Stefanuto:
tutti e quattro i musicisti compaiono e si esprimono in maniera
paritetica in brani famosi (Libertango o Giochi Proibiti)
così come in molte composizioni originali (scritte da Alloisio) dando
vita a quel mosaico di emozioni, sapori e influenze che da il titolo
all'album.
Alcune delle
composizioni originali di quel disco sono nella scaletta del concerto
che inizia proprio con Brezza (di Alloisio) e Solaire
(di Ballerini, che la dedica ai genitori).
La conferma che
cercavo è lì, lampante, sul palco e nella sala.
I due sono bravi, ma
la loro più grande virtù è la sensazione di calma e serenità che
riescono ad esprimere attraverso la musica.
Al contrario di molti
concerti in cui la tensione è palpabile, la volontà di riuscire, di
piacere, di 'arrivare', crea una corrente continua, con loro il pubblico
è rilassato, disposto ad ascoltare. La loro è sì una musica che ricorda
un po' la matrice New Age ma, al contrario di questa (che tende a creare
musiche 'circolari' e ripetitive, che facilitino il rilassamento e la
meditazione) le loro composizioni sono armonicamente e ritmicamente
interessanti e 'compiute'.
Si tratta di brani di
stampo impressionista che tendono ad imprigionare attimi di vita vissuta
per riproporne le emozioni provate attraverso la musica, cercando di
condividerle con il pubblico.
E ci riescono!
Oltre alle
composizioni dei due, vengono suonati brani di Jobim, Piazzolla, Corea,
De Lucia ed altri.
Al concerto è stato
abbinato un momento letterario letto e recitato da Alessandro
Imelio. Al di là o meno della bontà della proposta, qui è stato
compiuto un errore sui tempi dello spettacolo: sarebbe stato meglio
alternare brani di lettura a brani musicali piuttosto che un monologo di
più di 20 minuti prima del concerto vero e proprio (a meno che questo
non sia successo più avanti; ma io non c'ero e giudico quello che ho
visto e sentito). |